Lembo DIEP
Pelle e grasso dell'addome inferiore trasferiti al torace con i loro vasi, senza sacrificare il muscolo retto. È lo standard della ricostruzione autologa e la tecnica su cui ho costruito la maggior parte della mia ricerca.
Sono un chirurgo plastico e microchirurgo. Da oltre dieci anni mi occupo di restituire alle donne operate di tumore al seno una mammella fatta del loro stesso tessuto: calda, morbida, che invecchia con loro e non chiede di essere sostituita.
Prof. Giuseppe A.G. Lombardo
Chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico
Professore associato di Chirurgia Plastica, Università Kore di Enna
Centro Grandi Ustionati e Chirurgia Plastica, Azienda Ospedaliera Cannizzaro, Catania
Un percorso che parte da Roma e passa da Boston, Brno e Salò, per tornare a casa, in Sicilia.
Ho scelto la chirurgia plastica per una ragione semplice: è la specialità che ricostruisce. Non toglie soltanto la malattia, prova a restituire quello che la malattia ha portato via. E nella ricostruzione della mammella questo significa qualcosa di molto concreto per la donna che ho davanti: potersi guardare allo specchio senza vedere prima di tutto una cicatrice.
Mi sono laureato al Campus Bio-Medico di Roma, dove già da studente interno lavoravo sulla ricostruzione mammaria, e mi sono specializzato in Chirurgia Plastica formandomi al Cannizzaro di Catania. A Brno, con Jiří Veselý e Luboš Dražan, ho imparato a cercare i vasi perforanti con il Doppler e a dissecarli con pazienza; a Boston, al Brigham and Women's Hospital, ho visto come si costruisce la ricerca intorno alla sala operatoria. Ho passato anni sul modello sperimentale prima di operare le prime pazienti, e ho poi insegnato quello stesso metodo ai corsi di dissezione dei lembi perforanti a Timișoara e Napoli. Ne ho fatto un dottorato di ricerca e, più tardi, uno dei miei studi.
Dal 2017 mi occupo di senologia ricostruttiva, prima nella Senologia del Cannizzaro e nella Breast Unit di Ragusa, poi al Centro Grandi Ustionati e Chirurgia Plastica del Cannizzaro, dove lavoro in stretta collaborazione con la Breast Unit. Dal 2023 insegno Chirurgia Plastica come professore associato all'Università Kore di Enna. Le ustioni mi hanno insegnato a rispettare i tessuti; la senologia mi ha insegnato ad ascoltare. Tengo insieme le due cose in ogni intervento.
Ricevo privatamente nello studio Chi.Pla, a Catania, dove la prima visita è soprattutto una conversazione: capire chi sei, cosa ti aspetti, cosa ti fa paura. Solo dopo parliamo di tecniche.
Dopo una mastectomia ci sono due strade: una protesi in silicone oppure il tessuto della paziente stessa, di solito prelevato dall'addome. La seconda si chiama ricostruzione autologa. Richiede un intervento più lungo e un chirurgo che sappia lavorare al microscopio, ma offre qualcosa che nessuna protesi può dare.
Un seno ricostruito con il tuo tessuto è caldo, morbido al tatto e cambia con il tuo corpo: se ingrassi o dimagrisci, lo fa anche lui. Non c'è nulla da sostituire dopo dieci o quindici anni.
Le protesi, quando irradiate, tendono a indurirsi e a dare contrattura capsulare. Il tessuto vivo tollera molto meglio la radioterapia, ed è per questo che nelle pazienti irradiate è spesso la prima scelta.
Il tessuto viene prelevato dalla parte bassa dell'addome, con la stessa incisione di un'addominoplastica. Molte pazienti lo vivono come un secondo, inatteso, beneficio.
Con la tecnica DIEP prendiamo solo pelle e grasso, insieme ai loro vasi. I muscoli addominali restano al loro posto, e con loro la forza della parete addominale.
Ogni ricostruzione è diversa, ma le tappe sono quasi sempre queste. Sapere cosa aspettarsi toglie una parte della paura.
Parliamo di te, della tua storia oncologica e delle terapie previste. Valuto l'addome e le alternative. Nessuna decisione oggi.
Con Doppler o angio-TC individuo i vasi perforanti che nutriranno il nuovo seno. È la fase che rende l'intervento prevedibile.
La ricostruzione può avvenire nello stesso intervento della mastectomia oppure mesi o anni dopo, anche su un seno già irradiato.
Preleviamo il lembo dall'addome e lo colleghiamo ai vasi del torace al microscopio. Chiudiamo l'addome come in un'addominoplastica.
Il lembo viene monitorato da vicino nelle prime 48 ore. In genere si torna a casa dopo pochi giorni, camminando dal giorno seguente.
Dopo alcuni mesi, in anestesia locale o leggera: ritocco della forma, lipofilling, ricostruzione del capezzolo, simmetria con l'altro seno.
Non esiste una tecnica migliore in assoluto: esiste quella giusta per il tuo corpo, la tua malattia e le tue aspettative.
Pelle e grasso dell'addome inferiore trasferiti al torace con i loro vasi, senza sacrificare il muscolo retto. È lo standard della ricostruzione autologa e la tecnica su cui ho costruito la maggior parte della mia ricerca.
Unisce il lembo DIEP al trasferimento di linfonodi vascolarizzati per trattare, nello stesso intervento, il linfedema del braccio che colpisce una donna su quattro dopo lo svuotamento ascellare. Primo intervento eseguito al Cannizzaro nel 2025.
Dopo una quadrantectomia, tessuto prelevato dal fianco o dal solco sottomammario riempie il vuoto lasciato dall'asportazione, evitando la deformità del seno conservato.
Pelle e grasso della parte alta e interna della coscia, con l'arteria perforante profonda del femore. Lascia una cicatrice nascosta nella piega glutea ed è la scelta ideale per le donne magre o già operate all'addome.
Il muscolo del dorso, anche nella variante "kiss" a doppia isola, ruota verso il torace e ricostruisce seno o parete toracica con grande sicurezza, da solo o abbinato a lipofilling.
Il grasso prelevato con una liposuzione delicata viene innestato per correggere piccole asimmetrie, ammorbidire i tessuti irradiati e perfezionare il profilo del seno ricostruito.
Nelle pazienti che hanno perso molto peso, il lembo addominale ridà volume e forma a un seno svuotato, trattando addome e seno in un solo tempo e senza protesi.
Tre percorsi reali, fotografati nello stesso ambulatorio prima e dopo la ricostruzione. Le immagini sono pubblicate con il consenso delle pazienti; i volti sono esclusi e i capezzoli, dove presenti, sono coperti per riservatezza. Ogni risultato è individuale e dipende dal corpo, dalla malattia e dalle terapie di ciascuna.
Controllo a sette mesi dall'intervento.




Mastectomia con cicatrice retratta e asimmetria marcata prima dell'intervento.




Mastectomia con conservazione del capezzolo e ricostruzione nello stesso intervento.




Il lavoro di un microchirurgo non è mai solitario. Al Cannizzaro il Centro Grandi Ustionati e la Breast Unit lavorano come un'unica équipe, ed è questo che permette di lavorare con continuità e con volumi elevati.
ricostruzioni con lembo DIEP eseguite nel 2025 all'Azienda Ospedaliera Cannizzaro.
procedura di Linfo-DIEP eseguita in Sicilia, nel novembre 2025, per la ricostruzione del seno e il trattamento del linfedema nello stesso intervento.
pubblicazioni indicizzate su Scopus dal 2011, con oltre 400 citazioni e h-index 11, gran parte dedicate alla ricostruzione autologa e alla microchirurgia.
Studio le stesse cose che opero: 58 lavori indicizzati, in gran parte come primo autore. Le domande nascono in sala operatoria: come rendere il lembo più sicuro, come ridurre le complicanze dell'addome, come formare chi arriva dopo di me.
Insegnare la microchirurgia è il modo migliore per continuare a impararla. Da anni faccio da tutor nei corsi pratici di ricostruzione mammaria, in Italia e all'estero.
Relatore e faculty ai congressi SICPRE, SIM, SIC ed EUROMICRO sul lembo DIEP: supercharging venoso, stabilizzazione del peduncolo, valutazione Doppler dei perforanti, doppio DIEP post-bariatrico. Presentazione sul supercharging venoso al congresso mondiale di microchirurgia ricostruttiva WSRM 2025. Premio SICM 2016 per la miglior presentazione.
Sì. Anzi, il tessuto proprio è spesso la scelta migliore dopo la radioterapia, perché a differenza di una protesi tollera bene la pelle irradiata e porta con sé tessuto sano e ben vascolarizzato.
Sì. La conversione da protesi a tessuto autologo è una delle richieste più frequenti, soprattutto in caso di contrattura capsulare, dolore o risultato innaturale.
L'intervento dura in media dalle quattro alle sei ore per un lato. Il ricovero dura pochi giorni, con monitoraggio ravvicinato del lembo nelle prime 48 ore; si cammina dal giorno seguente.
Con il lembo DIEP i muscoli addominali non vengono asportati: il rischio di ernia o di indebolimento è molto basso. Durante l'intervento rinforzo la parete quando serve, una scelta che abbiamo studiato e pubblicato.
Dipende dal volume che vogliamo ricostruire. Nelle pazienti molto magre valutiamo lembi da altre sedi, il gran dorsale o una combinazione con lipofilling. Lo capiamo insieme alla visita.
La ricostruzione mammaria dopo tumore è un diritto riconosciuto e viene eseguita in ospedale a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Nello studio privato svolgo le visite e la chirurgia estetica.
La prima visita serve a conoscerci e a capire quale strada ha senso per te. Vieni pure con le tue domande scritte, anche quelle che ti sembrano banali.