- DurataCirca 30 minuti
- AnestesiaLocale
- RicoveroNon necessario
- RipresaUso leggero della mano da subito, sforzi in modo graduale
Sintomi e cause della sindrome del tunnel carpale
La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia da compressione più frequente dell’arto superiore: il nervo mediano viene compresso al polso, sotto il legamento trasverso del carpo. 2 Provoca formicolio, intorpidimento, bruciore o dolore soprattutto a pollice, indice e medio, spesso di notte o al risveglio; con il tempo può ridursi la forza della presa e diventa più facile far cadere gli oggetti. 1
È più frequente nelle donne. È più probabile con lavori o hobby che richiedono movimenti ripetitivi del polso, in gravidanza (i disturbi spesso regrediscono dopo il parto), con casi in famiglia, dopo traumi del polso e in presenza di diabete, artrite reumatoide, ipotiroidismo o sovrappeso. In molte persone, però, una causa precisa non si trova. 1
Diagnosi: visita, elettromiografia ed ecografia
La diagnosi parte dal racconto dei sintomi e dall’esame della mano, con alcuni test clinici. L’esame elettrofisiologico (elettroneurografia, comunemente detta elettromiografia) misura la conduzione del nervo: può confermare la diagnosi e stimarne la gravità. L’ecografia può mostrare il nervo e le strutture del canale. Se hai già eseguito questi esami, portali alla visita. 1
Quando si valuta l’intervento
Nelle forme lievi si possono provare un tutore notturno, la modifica delle attività e, in casi selezionati, un’infiltrazione. La chirurgia si valuta quando i sintomi persistono o peggiorano, disturbano il sonno o il lavoro, oppure quando compaiono intorpidimento costante, debolezza o riduzione dei muscoli alla base del pollice: in questi casi aspettare troppo può limitare il recupero. 1
Come si esegue la tecnica endoscopica
Con la tecnica endoscopica a portale singolo (sistema SmartRelease) si pratica una piccola incisione trasversale alla base del polso, in corrispondenza di una piega della pelle. Attraverso questo accesso si introduce uno strumento sottile dotato di telecamera: il legamento trasverso del carpo si vede sul monitor e viene sezionato con una lama retrattile, senza aprire il palmo della mano. Liberato il nervo, la lama si ritrae, lo strumento viene rimosso e l’incisione si chiude con pochi punti e una medicazione leggera.
L’intervento si esegue in anestesia locale, dura in genere circa 30 minuti e non richiede ricovero: si torna a casa nella stessa giornata. Se durante la procedura la visione non è adeguata, il chirurgo può proseguire in sicurezza con la tecnica tradizionale. Nello studio Chi.Pla la chirurgia della mano è seguita, quando serve, anche da fisiatra e fisioterapista per il percorso di riabilitazione.
Endoscopica o aperta: che cosa dicono gli studi
Entrambe le tecniche sezionano lo stesso legamento: cambia l’accesso. Secondo la revisione Cochrane, che ha analizzato 28 studi e 2.586 mani, i risultati su sintomi e funzione sono sovrapponibili nel lungo periodo. Con la tecnica endoscopica il ritorno al lavoro o alle attività quotidiane è in media più rapido di circa otto giorni e i problemi minori della ferita, come cicatrice dolente o infezione, sono meno frequenti; sono invece più comuni disturbi nervosi transitori, come formicolii o intorpidimento, che di solito regrediscono. 2
In uno studio randomizzato multicentrico il rientro al lavoro è avvenuto in una mediana di 18 giorni con la tecnica endoscopica contro 38 con quella aperta. 3 Una meta-analisi di studi randomizzati ha riportato maggiore soddisfazione, rientro al lavoro più rapido e meno complicanze legate alla cicatrice, ma anche più lesioni nervose transitorie, senza differenze in quelle permanenti. 4 La revisione Cochrane giudica comunque bassa la qualità complessiva delle prove disponibili. 2
Non tutti i casi sono adatti all’endoscopia: recidive, interventi precedenti, alcune varianti anatomiche o la necessità di esplorare il canale possono orientare verso la chirurgia aperta. La scelta si fa insieme, dopo la visita.
Dopo l’intervento: tempi e consigli
Le dita si possono e si devono muovere da subito. Per alcune settimane è bene evitare sforzi intensi, prese di forza e carichi sul polso. Il formicolio notturno spesso migliora rapidamente; se la compressione era presente da molto tempo, il recupero di sensibilità e forza può richiedere mesi e non essere completo. I tempi per tornare a guidare e al lavoro dipendono dal tipo di attività e si concordano al controllo. 1
- Tieni la mano sollevata nei primi giorni per ridurre il gonfiore.
- Mantieni pulita e asciutta la medicazione fino al controllo.
- Riprendi le attività in modo graduale, seguendo le indicazioni ricevute.
- Segnala febbre, dolore in aumento, arrossamento o perdite dalla ferita.
Rischi e limiti
Come ogni intervento, la decompressione del tunnel carpale ha possibili complicanze: dolore alla base del palmo, infezione, sanguinamento, disturbi transitori della sensibilità e, più raramente, lesioni di nervi, vasi o tendini, sindrome dolorosa regionale complessa e persistenza o ricomparsa dei sintomi. 2 Rischi e benefici si discutono durante la visita, insieme alle alternative.
La visita a Catania
Le visite si svolgono nello studio Chi.Pla, in Via Suor Maria Mazzarello 54 a Catania. Porta l’elettromiografia, se l’hai già eseguita, insieme all’elenco di farmaci e patologie. Se i disturbi riguardano entrambe le mani, si decide insieme da quale iniziare. Per gli altri disturbi della mano e del polso consulta la pagina sulla chirurgia della mano a Catania.
Domande frequenti
Quanto dura l’intervento di tunnel carpale endoscopico?
In genere circa 30 minuti, in anestesia locale e senza ricovero.
Rimane una cicatrice?
Resta una piccola cicatrice alla base del polso, spesso nascosta in una piega della pelle; il palmo della mano non viene inciso.
Quando posso usare la mano?
Le dita si muovono da subito e le attività leggere riprendono in pochi giorni; per sforzi e prese di forza servono alcune settimane, secondo le indicazioni ricevute. 2, 3
Serve l’elettromiografia prima dell’intervento?
Di solito sì: è l’esame che documenta la sofferenza del nervo e ne stima la gravità, e aiuta a confermare la diagnosi e a scegliere il trattamento più adatto. L’indicazione si valuta in visita.
La tecnica endoscopica è sempre migliore di quella aperta?
No. I risultati a distanza sono simili: la tecnica endoscopica offre in media un recupero più rapido e meno fastidi alla cicatrice, ma comporta più spesso disturbi nervosi transitori e non è indicata in tutti i casi. 2
Fonti e approfondimenti
- NHS — Carpal tunnel syndrome
- Vasiliadis H.S. et al. Endoscopic release for carpal tunnel syndrome. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2014
- Trumble T.E. et al. Single-portal endoscopic carpal tunnel release compared with open release: a prospective, randomized trial. Journal of Bone and Joint Surgery, 2002
- Li Y. et al. Open versus endoscopic carpal tunnel release: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. BMC Musculoskeletal Disorders, 2020
Fonti consultate per le informazioni generali; il percorso del singolo paziente richiede una valutazione specialistica. I nomi commerciali sono citati a scopo informativo.